Repertorio


L’offerta completa di spettacoli della compagnia teatrale Racconti di Scena:

 


HO SOGNATO LA CIOCCOLATA PER ANNI
di Trudi Birger
Proposta per la giornata della Memoria

Ho sognato la cioccolata per anni racconta la storia vera di una bambina di dodici anni che si vede scaraventata all’improvviso dalle eleganti sale da thè di Francoforte al ghetto lituano di Kovno, prima di finire poi nel campo di sterminio di Stutthof, vicino a Danzica, in Polonia, ed essere infine liberata dalle forze alleate nel 1945.
Con un linguaggio che mantiene gli stupori e il candore della fanciullezza, Trudi ci racconta quasi con disinvoltura quello che ha dovuto subire in quegli anni terribili: ciò che colpisce immediatamente è la forza d’animo della protagonista, che mai perde la speranza di potersi salvare e di salvare sua madre. La vicenda infatti è interamente incentrata sul rapporto con la madre, anche lei prigioniera; proprio questo legame inscindibile riuscirà a salvarle entrambe, nude e rasate, a pochi centimetri dal forno crematorio e sulla chiatta tedesca l’ultimo giorno di guerra.
La scenografia dello spettacolo è estremamente scarna ed ha il suo fulcro in una struttura di ferro e filo spinato che ricorda una gabbia e che a seconda dell’utilizzo delle attrici diviene, via, via , la porta del campo di concentramento, la branda, la fossa scavata dai prigionieri, la zattera sulla quale Trudi e sua madre ritroveranno la libertà per mano degli inglesi. L’area dell’azione è divisa in due parti: sulla sinistra è collocata una scrivania con una sedia, dove la narratrice, la Trudi adulta, cerca di scrivere la sua storia, a cui assistiamo, attraverso dei flash back .
Nella zona centrale e sulla destra, mattoni e filo spinato richiamano lo spettro del campo di concentramento.
Così, con una semplicità a volte agghiacciante, la Trudi bambina, evocata dai ricordi della Trudi adulta, ci guida all’interno del suo mondo, tra le atrocità e le sofferenze dell’Olocausto per arrivare alla fine della guerra, svelandoci la forza della speranza che non si arrende, dei sogni che si rifiutano di morire, degli affetti che ci tengono in vita e, nel quadro LIBERAZIONE, di come sia stato duro affrontare la realtà di essere dei sopravvissuti.
Ho sognato la cioccolata per anni ha la valenza di un documento storico, per non sbagliare ancora, per non consentire che succeda mai più ciò a cui Trudi si riferisce, dando voce a una bambina che per anni sognò la cioccolata come simbolo di protezione, di libertà, di appagamento, come simbolo di una vita a lei negata”.

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IL DISGUIDO DELLE TRE LETTERE
Proposta per il carnevale

Un esilarante spettacolo di commedia dell’arte, tratto da un tipico canovaccio del ‘500 ci condurrà alla scoperta della città attraverso due percorsi nel centro storico.
Guide d’eccezione saranno gli attori della Compagnia degli Accesi, approdati in “quel di Brescia” per mettere in scena la loro originale commedia.
Il disguido delle tre lettere è uno scenario classico di Commedia dell’Arte da cui attinge il tipico intreccio di azioni, le inflessioni linguistiche, i famosi lazzi e gli scambi verbali.
ll testo finale, costruito con un paziente lavoro in parallelo fatto di documentazione e improvvisazione, ruota intorno ad uno scambio di lettere d’amore, le tre lettere appunto, che diviene motore scatenante di un susseguirsi di situazioni grottesche in cui si muovono le tradizionali maschere di commedia dell’arte: Arlecchino, Pantalone, Il Capitano, gli Innamorati, Violetta, i Servi.
L’incessante alternarsi di travestimenti, litigi, truffalderie, duelli, cattura e riesce a coinvolgere il pubblico di ogni età, che ritroverà nei personaggi i caratteri che sono a fondamento e origine di tanta comicità dei nostri giorni.
E tra un lazzo e l’altro gli attori troveranno anche il modo di raccontare al pubblico la storia dei luoghi dove avverrà la rappresentazione, ovviamente alla scanzonata maniera dei “Comici all’Improvviso”, teatranti detentori non solo di un “sapere” ma anche di un “mestiere” alla base della grande tradizione del teatro italiano.

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SISTERS

Proposta per la festa della donna

Lo spettacolo nasce come una prova d’attore al femminile, nella quale si alternano momenti di riflessione ad altri comici e irriverenti.
Una serie di monologhi estratti da celebri testi teatrali sono il banco di prova delle attrici, tutte donne come suggerisce il titolo, in una progressione di contaminazioni fra teatro, poesia e canzone che sfocia nella trascinante comicità degli ultimi personaggi.
Il linguaggio di alcuni dei maggiori autori di tutti i tempi – da W.Shakespeare ad A. Cechov, da O.Wilde a Dario Fo’ e Franca Rame – ci condurrà in un emozionante ed avvincente viaggio nel sentire femminile, presentandoci sul palco una serie di donne che ci faranno piangere e ridere, sorprendendoci sempre per la grande forza vitale.
A fungere da filo rosso la lirica delle maggiori poetesse italiane del ‘900, tratta dal lavoro di tesi “il volto e l’anima” di Valeria Lotta , percorso che segue il tentativo femminile sempre vivo di liberarsi da un ruolo attribuito alle donne dalla tradizione poetica, per svelare un sentire, un’attitudine, un’anima.
A sostegno i brani interpretati dal vivo di icone femminili della canzone italiana degli ultimi trent’ anni, come Mina, Milva e Patti Pravo, che spesso fungono da contrasto ironico e dissacrante…

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CRIMINI DEL CUORE

di Beth Henley

In un Mississippi dove abbondano limonate con tanto ghiaccio, discriminazioni razziali, torte fatte in casa e feste di beneficenza, le poco adattate sorelle MaGraph si affannano a tenere in piedi le loro vite; tra matrimoni sciagurati , cugine impiccione, avvocati, vecchi spasimanti, giardini da curare e nonni invalidi da accudire, troverà posto anche un’ improbabile sequenza di tentati omicidi e suicidi….
Il crimine cui fa riferimento il titolo è sì un tentato omicidio, ma più ancora e soprattutto è il crimine di ignorare le necessità del cuore, di non credere nei propri sogni e nella capacità di realizzarli.
Il passato, come un fastidioso rampicante, sembra aver inestricabilmente avvinghiato il presente, soffocando qualunque possibilità di realizzazione personale e libertà.
Ma é proprio impossibile sovvertire il destino che imprigiona l’intera famiglia MaGraph?

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MOLTO RUMORE PER NULLA
di William Shakespeare

Questa commedia romantica, giocosa e brillante con elementi di dramma, si apre con l’arrivo di Don Pedro d’Aragona e del suo seguito a Messina, dopo mesi di estenuanti combattimenti.
Il principe prende alloggio a casa del vecchio amico Leonato, accompagnato da Benedetto, dal giovane conte Claudio e dal fratello dell’aragonese, Don Juan, in passato rinnegato dal principe ma ora ricevuto benevolmente.
Beatrice, arguta e ribelle nipote di Leonato, sfida immediatamente Benedetto al suo arrivo a suon di battute: i due infatti sono impegnati da anni in una schermaglia amorosa fatta di battibecchi e prese in giro che prenderà una svolta inaspettata grazie ad un farsesco complotto, ordito dal principe Pedro, per far cadere Benedetto e Beatrice l’uno nelle braccia dell’altra.
Uno dei favoriti di Don Pedro, il giovane conte Claudio, si innamora all’istante e perdutamente della figlia di Leonato, Ero, cugina di Beatrice e chiede al Principe aiuto perché intenzionato a chiedere le sua mano, ma presto Don Juan metterà ai due innamorati i bastoni tra le ruote ordendo un orribile tranello ai danni della virtuosa fanciulla…

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IL DELITTO DI LORD ARTHUR SAVILE
di Oscar Wilde

Siamo a Londra ad un ricevimento offerto da Lady Windermere. La padrona di casa chiama la sua chiromante per fare leggere la mano ad alcuni invitati. Quando arriva il turno di Lord Arthur, la chiromante impallidisce e impaurita dichiara ad Arthur che nel suo futuro ci sarà una morte violenta. Lord Arthur angosciato e incuriosito, si apparta con la chiromante e le chiede tutta la verità. Saputo che prima di sposarsi commetterà un omicidio, scappa via in preda alla disperazione. Nei giorni seguenti decide di compiere quello che gli ha profetizzato la chiromante; facendo vari tentativi. Dopo aver provato, senza risultati, a uccidere Aunt Clementina e suo zio, il parroco di Chichester, Arthur deluso deciderà di passeggiare per riflettere, fino a quando incontrerà su un ponte…

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UN CANTO DI NATALE
di Charles Dickens

Come tutte le grandi storie, “Un canto di Natale” ci accompagna da sempre, e sempre sa ritrovare le parole per parlarci: una fiaba da raccontare ai bambini e da rileggere da grandi, una storia di paura, di morte ma anche di solidarietà umana, di fantasmi grotteschi che si sfumano e si frammentano nel sogno e nell’incubo privato, soprattutto un magico regalo di Natale che trasforma il gelo e il buio dell’egoismo e dell’avarizia nel calore di un sorriso e di una festa per tutti.

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CERCASI DONNA

Spettacolo comico con testi tratti da “Molto rumore per nulla” di W. Shakespeare, “l’Onore dei Brosserbourg” di Courteline, sino ad arrivare ai giorni nostri con il “Diario di Bridget Jones”, cult book per le single del terzo millennio, e le spregiudicate confessioni di Luciana Littizetto. Una serie di ritratti comici al femminile che diventano un’ irresistibile e spumeggiante satira delle moderne relazioni umane.

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PROCESSO A GESU’
di Diego Fabbri
Proposta per la Pasqua

Lo spettacolo, basato sul noto testo di Diego Fabbri, e’incentrato sul gioco del ‘teatro nel teatro’, e sullo sfondamento della quarta parete. Trova quindi una sua ideale messa in scena non solo all’interno dei teatri ma anche e soprattutto all’aperto, per le strade, in mezzo al pubblico che diventa parte integrante dell’evento.
La storia racconta le vicende di una compagnia teatrale che viaggia per l’Europa inscenando ogni sera lo stesso dramma: il processo al personaggio storico Gesù di Nazareth. Si tratta di un processo di natura squisitamente giuridica, alcuni attori interpretano la parte dei giudici, dividendosi i ruoli attraverso l’espediente del sorteggio. Ma la sera in cui il processo va in scena, una di loro, Sara, stanca della solita procedura ormai sterile, interrompe la rappresentazione ed insiste affinche’ si sentano altri testimoni. Vengono così interrogati, oltre a Caifa e Pilato, coloro che conobbero Gesù da vicino: gli apostoli, Maria, Giuseppe e la Maddalena.
Da queste deposizioni il processo prende una piega imprevista e si umanizza a tal punto che, nel secondo atto, dopo un intermezzo in cui Sara e Daniele entrano apertamente in conflitto sugli esiti dell’indagine, il dibattito si sposta in platea animando il pubblico. Dalla platea salgono sul palcoscenico nuovi attori-spettatori a portare la loro testimonianza di vita. Il processo quindi si sdoppia: processo a Cristo e processo alla cristianità, che chiamata in causa torna però a gridare il suo bisogno di Cristo, perché, come conclude la donna delle pulizie, se condannano nuovamente Gesu’, a lei, a loro, a tutti gli uomini, non restera’ veramente più nulla.

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A PIEDI NUDI NEL PARCO
di Neil Simon
Proposta per S. Valentino

Esilarante commedia sentimentale di Neil Simon in cui la coppia di neosposi, Paul e Corie, dopo aver trascorso sei giorni di infuocata luna di miele chiusi in una stanza dell’hotel Plaza, si trasferiscono nella loro prima casa, un piccolo e spoglio appartamento all’ultimo piano di un vecchio palazzo senza ascensore. La scomoda sistemazione ed una serata a quattro, in compagnia dell’eccentrico vicino abusivo Victor Velasco e di Ethel, la benpensante madre di Corie, mettono a dura prova la loro vita matrimoniale e, in particolare, fanno emergere le loro differenze caratteriali: Paul è serio, contegnoso, prudente, Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l’uno è prevedibile e convenzionale quanto l’altra è imprevedibile e spudorata.
Corie decide di mettere fine al matrimonio, non all’altezza delle sue elevate aspettative ideali, e caccia dall’inospitale tetto coniugale Paul, che finisce su una panchina di Washington Square Park, a ubriacarsi e camminare a piedi nudi nel parco, proprio quella che lei gli aveva indicato come espressione della desiderata spontaneità. Ma quando vede come si è ridotto, Corie capisce di amarlo così come l’ha conosciuto e sposato, un uomo stabile e fidato, e di non volerlo affatto cambiare.
I giovani Paul e Corie si riconciliano ed anche i maturi Victor ed Ethel, altrettanto diversi, sembrano aver scoperto una speciale sintonia.

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PETER PAN NEI GIARDINI DI KENSINGTON

di James M.Barrie
Proposta per la festa della mamma

“Le fate se ne stanno tutte più o meno nascoste sino all’ ORA DI CHIUSURA dei giardini, e cominciano a vivere sul serio col sopravvenire del buio. Sono invisibili a quasi tutti gli esseri umani eccetto a quelli che sanno ascoltare attenti i dialoghi canori degli uccelli o il canto notturno dei grilli, a quelli insomma che osservando un cespuglio, un albero o un fiore sono capaci di andare al di là della loro carnosa consistenza.
Amano più di tutto la stagione del croco e del giacinto perchè vanno matte per un po’ di colore.
E sarà proprio una fata ad accompagnarci in questo viaggio fantastico nei giardini di Kensington, alla riscoperta di un prezioso mondo scomparso ma non perduto. Grazie a lei incontreremo una serie di personaggi straordinari David, Mamie e Tony Mannering, Salomone il Corvo, entreremo nel regno delle fate, navigheremo verso l’isola degli uccelli e soprattutto conosceremo il protagonista della nostra storia: Peter Pan, il bambino che rinunciò a crescere!
L’area dell’azione è suddivisa in tre spazi dedicati, estremamente evocativi: l’entrata dei giardini, con la signora dei palloncini che ci racconta la storia di Peter; un suggestivo gazebo bianco al centro, decorato con veli e luci colorate, che rimanda alla leggerezza e impalpabilità delle fate e poi grandi funghi colorati, nidi, aquiloni, uova magiche e ovviamente le splendide fate birichine che coinvolgono i bambini nelle loro marachelle.
Appuntamento ai giardini di Kensington allora, ingresso vicino alla Grande Passeggiata, lo riconoscerete, perchè ci sarà la signora dei palloncini che vi aspetta lì fuori……all’ORA DI CHIUSURA naturalmente!
L’ora in cui le fate escono dai loro nascondigli…

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OTTO DONNE E UN MISTERO

di Robert Thomas
Proposta Teatro in giallo

“Un’isolata magione nella campagna ammantata di neve della Francia del 1950. Una famiglia è riunita per le vacanze… Ma non ci sarà alcuna festa: il loro amato capofamiglia è stato assassinato! L’omicida non può che essere una delle otto donne più vicine all’uomo della casa. E’ stata la sua potente moglie? La sua cognata zitella? La sua tirchia suocera? O forse l’insolente cameriera o la leale governante? O può essere stata una delle sue due giovani e graziose figlie? Una visita a sorpresa dall’intrigante sorella della vittima trasforma l’investigazione in una giornata di isterismi e rivalità. Il mistero della psiche femminile è rivelato. Otto donne. Tutte sospettate. Ciascuna un movente. Ciascuna un segreto. Otto donne, forse nove. Belle, tempestose, intelligenti, sensuali e pericolose… Una di loro è colpevole. Quale?”

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SPOON RIVER ANTHOLOGY
di Edgar Lee Masters

L’Antologia di Spoon River è una raccolta di poesie che il poeta americano Edgar Lee Masters pubblicò tra il 1914 e il 1915 sul “Mirror” di St. Louis. Ogni poesia racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un piccolo paesino della provincia americana (in realtà, Masters si ispirò a personaggi veramente esistiti nei paesini di Lewistown e Petersburg).
Lo spettacolo ricrea questo microcosmo di personaggi che essendo morti non hanno più nulla da perdere e possono raccontare la loro vita in assoluta sincerità; il pubblico per una sera può diventare lui esso abitante di Spoon River, mentre il luogo dell’azione si trasforma nel pendio verde di questa magica collina. Gli spettatori sono sparsi in vari punti dello spazio accanto agli attori che compiono azioni coinvolgendoli e raccontando in intimità sogni mai realizzati, condividendo un passato immaginario che rimanda a un presente tristemente vero con i suoi matti, i suoi blasfemi, i suoi giudici nani.
A sostegno e commento delle visioni di queste anime fragili le canzoni dal vivo di Fabrizio De Andrè interpretate da Alessandro Adami, tratte dall’album con cui il grande cantautore ha attualizzato L’Antologia di Spoon River nel 1971: Non al denaro, non all’amore, nè al cielo.
Queste anime cercano un mondo migliore, cercano Lenti speciali che inventino i mondi sui quali guardare e nel fare questo li scopriamo straordinariamente vicini a noi.

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LA PRIMA DONNA
“… ma Adamo era Kazako?!”

Una serie di personaggi folli, taglienti, travolgenti, a momenti audaci, umanamente fragili e nient’affatto perfetti, che chiedono solo di essere ascoltati.
La Prima Donna è un divertentissimo osservatorio privilegiato sulle gabbie dell’odierna società dell’immagine da cui emergono figure sorprendenti: Eva, la prima donna appunto, chiamata a difendersi da quell’enorme “malinteso della mela” che l’ha segnata per secoli, la sposa che difende strenuamente il bianco all’altare, l’insegnante di tecniche del corteggimento, la venditrice porta a porta di cosmetici, la cacciatrice che cerca l’amore ad uno speed date e forse alla fine riuscirà finalmente a coronare il suo sogno.
Una carrellata di confessioni tragicomiche di Prime Donne che scagliano frecce senza risparmiare colpi…

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SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

“Sogno di una notte di mezza estate”una delle più celebri commedie di tutti i tempi, narra la vicenda di due giovani ateniesi, Lisandro e Demetrio, entrambi innamorati della bella Ermia; quest’ultima ama Lisandro, mentre l’amica Elena è innamorata di Demetrio. Il padre di Ermia però impone alla figlia di sposare Demetrio. Allora i due giovani fuggono nei boschi, seguiti da Elena e Demetrio, perdendosi nel buio e nelle schermaglie amorose.
Nel frattempo, Oberon, re degli elfi, e Titania, regina delle fate, giungono nel medesimo bosco per partecipare alle nozze imminenti del Duca. Oberon vuole usare il servo indiano per farne suo paggio, ma Titania si rifiuta di consegnarglielo; così Oberon cerca di punire la sua disobbedienza facendole spremere sugli occhi il succo del fiore vermiglio di Cupido, che fa innamorare della prima persona che si vede al risveglio.
Oberon, dopo aver incontrato Demetrio ed Elena sperduti nel bosco, ordina al furbo Puck di spremere il succo magico anche sugli occhi di Demetrio, ma per errore Puck spreme il succo sugli occhi di Lisandro.
Nello stesso tempo, una combriccola di artigiani che, per festeggiare il matrimonio, vuole mettere in scena una rappresentazione popolare sul tema di Piramo e Tisbe, si riunisce nella foresta per le prove dello spettacolo…

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L
A BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare

Questa versione ridotta della Bisbetica Domata, una delle più famose commedie del Bardo, si concentra in particolare sulla vicenda amorosa tra Caterina e Petruccio,narrata attraverso tutte le principali scene che li vedono protagonisti.
Bianca, figlia prediletta del ricco Battista, vede naufragare i suoi propositi matrimoniali per l’opposizione del padre: Bianca potrà convolare a nozze solo quando la sorella maggiore Caterina sarà a sua volta sposata.
La selvatica Caterina però ha un carattere a dir poco scorbutico
e tutti i giovani patavini si guardano bene dal farle la corte.
Giunge frattanto in città Petruccio Bentivoglio, un gentiluomo di Verona, che allettato dalla cospicua dote assegnata, si dichiara disposto a sposare la ragazza, sicuro, forse troppo, di poter domare il suo spirito ribelle…

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APPUNTAMENTO AL PARCO
Ovvero un solitario impulso di gioia

Un angolo nascosto di Central Park a New York, dove i destini di otto personaggi si incrociano “casualmente” su una panchina.
Due amanti che si ritrovano dopo dieci anni, due donne che apparentemente non sembrano avere nulla in comune, fratello e sorella alla ricerca dell’immaginazione perduta, e una coppia di neosposi alle prese con questioni inaspettate…
Da questi incontri, più o meno fortuiti, si creano situazioni assurde, incidenti provvidenziali, nuovi e vecchi amori sbocciano e una “tranquilla passeggiata al parco” si trasforma per ciascuno di loro in un solitario impulso di gioia.

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MACBETH
di William Shakespeare

Al calar del sole le “Sorelle Fatali” ci accompagnano rendendoci impotenti testimoni della discesa agli inferi senza ritorno di Macbeth e della sua Lady, in un viaggio che è prima di tutto perdita dell’anima.
Macbeth sobillato dalle profezie delle streghe e dalla sete di potere arriva alla corona con delitti e inganni trasformandosi in un assassino sanguinario in un crescendo destinato a travolgere tutto e tutti.
Lo spettacolo si apre tra tuoni nebbia e urla di battaglia e si chiude simbolicamente con lo sguardo colmo di terrore di Macbeth di fronte al bosco di Birnam che avanza verso di lui mentre la sua amata compagna di grandezza si è già tolta la vita in preda alla follia.
L’elemento soprannaturale è reso ancora più pauroso dal continuo gioco di ombra e luce in cui gli spettatori sono chiamati a calarsi quasi a poter ascoltare i pensieri dei protagonisti che spesso si rivolgono al pubblico come fosse la loro stessa coscienza in continuo tormento.

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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DI SHAKESPEARE
Testi tratti da William Shakespeare e Milan Kundera

L’idea dello spettacolo prende spunto dal celebre romanzo di Milan Kundera, che stravolge il concetto pesantezza e leggerezza, costringendoci a ripensarlo sempre e per sempre, in forma nuova.
“Se l’eterno ritorno è il fardello più pesante, allora le nostre vite su questo sfondo possono apparire in tutta la loro meravigliosa leggerezza.
Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa?”
Shakespeare è l’esempio più evidente di quanto l’animo umano non possa scegliere, condannato ad abissi di sensatezza e vertici di leggerezza insieme.
Le due parti convivono nei personaggi delle tragedie e delle commedie, dove niente è definitivamente tragico o comico, ma in quella zona di confine che solo i grandi nella letteratura hanno saputo indagare e restituire.
Leggerezza e pesantezza in questa esplorazione di Shakespeare sono gli estremi tra cui viaggiare, per indagare sfumature emotive e gestuali, della voce, di parole.
Il registro come esercizio di verità.

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OH ROMEO ROMEO… SE SEI TU ROMEO, PERCHE’ NON VUOI BACIARMI?!

Liberamente ispirato a “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare

Romeo e Giulietta
(The Most Excellent and Lamentable Tragedy of Romeo and Juliet)
è tra le più famose e rappresentate opere di Shakespeare, una delle storie d’amore più popolari che ha assunto nel tempo un valore simbolico, ma chi sono le moderne Giuliette nella società di oggi?
La difficoltà di incontrare il proprio Romeo nei tempi attuali diventa spunto per una serie di ritratti comici imprevedibili e ci offre un insolito parallelo tra l’archetipo dell’amore perfetto creato da Shakespeare e quello decisamente meno perfetto di queste Giuliette impossibili…

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COMUNE DI BRESCIA – Assessorato alla Cultura
RACCONTI DI SCENA
presentano


SHAKESPEARE IN CITTÀ

FESTIVAL TEATRALE DI PRIMA ESTATE
dal 9 al 28 giugno 2009 (I edizione)
Direzione Artistica Maddalena Ischiale
Scarica il pieghevole
 (PDF – 4,96 Mb)

 

 

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